
Dopo l’originale action/adventure sviluppato da Double Fine, Brutal Legend, la stessa software house ha deciso di dedicarsi allo sviluppo dei giochi in Digital Delivery. A capo del team c’è Tim Shafer, un nome che sotto certi profili da delle ampie garanzie perché la sua esperienza nel settore, con lavori alle spalle quali Monkey Island, Grimfandandgo piuttosto che uno Psychonauts testimoniano le sue capacità. La creatività del game designer può esprimersi forse ancor meglio in questo tipo di produzioni in cui il budget esiguo spinge la ricerca di un lavoro artistico e di gameplay di spessore che compensino la mancanza di poligoni e di una grafica d’impatto e spesso è anche una buona occasione per sperimentare qualcosa di nuovo e originale. In questo, Stacking si ritrova senz’altro.
A catturare immediatamente l’interesse è il mondo di gioco creato, ci troviamo in degli ambienti ispirati alla Russia ottocentesca e circondati da matrioske, un concept di base nuovo e stravagante che ha con sé qualcosa di magico e questo lo si avverte già dalle primissime fasi di gioco. La storia gira intorno ad un'umile e numerosa famiglia di spazzacamini che viene coercitivamente sottoposta ai lavori forzati a causa dei debiti accumulati con un potente industriale senza cuore, il Barone. Gli unici a scamparla sono Charlie, ancora troppo piccolo perché svolga qualsivoglia mansione, e la madre, proprio Charlie Blackmore sarà il protagonista dell’avventura intenzionato a salvare ogni componente della propria famiglia. Charlie è la più piccola matrioska del mondo di gioco ma ha la particolare abilità di entrare nelle bambole più di grandi di una misura e sfruttarne le abilità. E’ sulla caratteristica del piccolo Charlie che si basa il gameplay di Stacking, dinanzi a noi ci saranno vari puzzle da risolvere, visto il nostro status non ci sarà permesso di entrare in quasi nessun posto e per questo che faremo ricorso alle nostre abilità per trovare indizi e salvare i componenti della famiglia. La progressione di gioco è molto lineare e trovare le soluzioni degli enigmi sarà molto semplice, di fatto l’avventura durerà un tre ore circa se si procede spediti senza la benché minima esplorazione ma ad aumentare la longevità ci sono varie attività secondarie, come gli “Scherzetti” oppure ricercare tutte le bambole “uniche” o ancora i “set” di bambole, queste ultime sono legate tra loro da rapporti di parentela, come una famiglia, da lavori affini o dal loro rango nella società . Inoltre tutti i puzzle hanno dalle tre alle cinque soluzioni questo perché ogni bambola di Stacking ha una sua peculiarità che viene evidenziata esclusivamente dalle espressioni facciali dipinte sulle loro facce sferiche e le movenze singolari del corpo. Quindi per distrarre una guardia possiamo utilizzare le movenze sensuali di una bella
matrioska, nella fattispecie sculettando, oppure per allontanare la gente possiamo emettere delle flatulenze o starnutire addosso ai passanti. La comicità di certe azioni e l’ironia percepibile in quasi tutti i dialoghi è tipica delle produzioni di Tim Schafer e forse qui sono state anche messe in bella luce per andare a smorzare un tema, quale lo sfruttamento minorile che fa da sfondo alle vicende, ma allo stesso tempo rendono piacevole l’esplorazione e spingono soprattutto inizialmente a dialogare con tutti i personaggi per scoprire le loro stravaganze.
Non è tutto oro quel che luccica, infatti il prodotto, a parer di chi scrive, presenta da subito tutto quel che può offrire sorprendendo e spiazzando il giocatore, ma arrivati a metà dell’avventura, quella carica esplosiva e di entusiasmo si esaurisce quasi del tutto. La direzione artistica è davvero ispirata e geniale nel suo concept, le vicende sono poi narrate attraverso scene d’intermezzo ispirate allo stop motion e al cinema muto con brevi cut-scene ritmate da una classica melodia al piano e alternate a cartelli che descrivono testualmente cosa sta accadendo, con ai lati le tipiche due bande della cinepresa . Lo stile grafico molto semplice nei tratti è sempre piacevole, a una attenta analisi si scorgono molti elementi quotidiani nell’ambiente circostante, come le onde di stoffa oppure le valigie dei passeggeri altro non sono che scatole di fiammiferi.
Dove perde appeal il gioco e proprio nel suo gameplay che presenta soluzioni banali eccetto in alcune in cui sarà richiesta una certa creatività, e l’uso delle abilità delle matrioske è ridotto al minimo, solo nell’ultima location incontreremo qualche enigma che richiederà la combinazione di più abilità. Ed era proprio lì che dovevano insistere gli sviluppatori, gli enigmi sarebbero stati più interessanti e di conseguenza anche più complicati dovendo scegliere la giusta commistione di abilità. Tuttavia per chi si perderà nel mondo di Stacking passerà parecchie ore tra soluzioni dei puzzle, scherzetti e bambole, tutto consultabile attraverso un apposito libretto che ci fornirà anche un massimo di tre indizi per soluzione nel caso non riuscissimo a superare un ostacolo.







