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Killzone 3: La follia comincia

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Killzone 3

Killzone 3

Killzone 3 è ormai diventato un brand di peso sia nell’intero panorama videoludico che all’interno delle esclusive tripla A della Sony. Intorno a questo capitolo non c’è stato tutto quell’hype che aveva circondato Killzone 2, lo sparatutto Guerrilla Games all’epoca doveva e sembrava essere la Killer Application, in grado di trainare le vendite del monolite giapponese e di sedersi sul trono come miglior sparatutto in soggettiva. Il prodotto finale fu sbalorditivo dal punto di vista tecnico, un altro prodotto che mostrava i muscoli del Cell di PlayStation 3, ma aveva delle criticità soprattutto legate alla trama che lo posizionarono tra i prodotti ottimi ma non eccellenti. Killzone 3 in tutte le fiere del settore in cui si è presentato ha dato l’impressione di essere un prodotto maturo, consapevole dei suoi mezzi, difatti il team ha dovuto fare un lavoro di rifinitura e di ottimizzazione sul motore grafico, concentrandosi su quegli aspetti di cui sopra per portare il gioco a un livello superiore.

KillzoneIn Killzone 2 la progressione di gioco era chiara e lineare, sbarcati sul pianeta Helghan, il nostro scopo era quello di accerchiare e costringere alla resa Scolar Visari, autarca che risollevò le sorti del proprio popolo e intento a distruggere gli invasori ISA. Il terzo capitolo riprende proprio dal punto in cui lo abbiamo lasciato, le truppe ISA sono poche, in inferiorità numerica e dovranno combattere contro un pianeta allo sbando senza una figura guida.

Gli sforzi e risultati del team riguardo la narrativa ci sono e sono evidenti, tuttavia la trama in sé non regala grandi emozioni, nessun colpo di scena che sorprenda il giocatore; la regia delle numerose cut-scene (circa 70 minuti) è buona e un lieve miglioramento è stato fatto anche sui dialoghi. Dove è netto il miglioramento è nella caratterizzazione più marcata dei personaggi sia ISA che Helghast. Sev in particolare è ora più presente, prende in mano le situazioni e il legame che ha con il compagno d'armi Rico viene messo ancor più in evidenza; per la fazione opposta invece abbiamo un intero consiglio con due personalità di spiccoStahl l’ammiraglio Orlock e un costruttore di armi, Jorhan Stahl. Apprezzabile e riuscito l’intento di mostrare le vicissitudini delle cariche più alte del potere Helghast, in cui dissidi, bramosia di potere, scopi personali s'intrecciano dando vita a scontri interni alla fazione. Un buon miglioramento delle animazioni facciali ha sicuramento giovato alla narrativa restituendo qualcosa in più dal punto di vista recitativo, grazie al consueto uso del Motion Capture; il doppiaggio rimane discreto ma nulla più, tuttavia convincente nella voce dei protagonisti, anche se spesso fuori sincrono con il labiale.

 

KillzoneCaratteristica peculiare del gioco è la pesantezza dell’equipaggiamento, la fisicità dei movimenti che a molti è piaciuta, a molti altri no, abituati con titoli alla Call of Duty e quelli mainstream in generale. Per l’occasione i Guerrilla hanno rivisto la situazione e sono andati incontro a quest’ultimo tipo di utenza alleggerendo il gameplay, con una maggiore velocità nei movimenti e nella fase di mira; il risultato è ancora ben lontano da un CoD piuttosto che un Medal of Honor ma farà piacere a chi non ha digerito quella caratteristica di Killzone 2. Senza scordare quelli che invece lo hanno amato, dalle impostazioni è difatti possibile settare la sensibilità dei movimenti orizzontali e verticali, azzerando il tutto si ritorna quindi allo stile e al feeling classico. Al gameplay sono state aggiunte delle novità, innanzitutto la copertura è ora più fluida e meno macchinosa, in corsa premendo R2 per la copertura il nostro alter ego eseguirà un scivolata per avvicinarsi al riparo. Sempre dal riparo, premendo X per saltare si scavalcherà la copertura, quindi tutte cose per rendere l’azione più dinamica possibile come anche i nuovi attacchi melee più scenografici grazie a delle brutali quanto convincenti animazioni. Una delle demo più viste e presentate dagli sviluppatori è senz’altro quella con il jetpack, altra introduzione in questo capitolo. Anche qui il feeling è ben riproposto, il mitragliatore pesante posto sulla spalla destra del personaggio è potente e il rinculo altrettanto, i propulsori del jetpack danno la possibilità di spaziare anche in verticale negli scenari, con diverse possibilità di approccio alle situazioni che si presenteranno. Un’aggiunta gradita che aumenta la varietà di situazioni durante l’esperienza di gioco ma ridotta ad una breve sessione. A conti fatti le implementazioni funzionano a dovere.

KillzoneLa campagna è molto piacevole, un po’ meno longeva rispetto al precedente capitolo, nella nostra prova lo abbiamo finito in sei ore circa a difficoltà normale. Ci sono le solite sezioni a bordo di veicoli che sono in alcuni frangenti confusionari, alcune più riuscite come quella sull’Intruder per abbattere una mastodontica quanto resistente tecnologia Helghast, altre invece meno come la parte a bordo di un esoscheletro. Le numerose ambientazioni diverse hanno giovato all’esperienza di gioco, mentre in Killzone 2 si percepiva meglio la progressione di gioco anche se il tema urbano era preponderante adesso i cambiamenti tra un luogo ed un altro sono quasi repentini ma collegati in maniera sufficientemente convincente dalla trama. Dalle autostrade di Corinth passiamo ad una giungla con una vegetazione ostile, dalle montagne ghiacciate alle lande desertiche e per una discarica. Ancora di buon livello come nel capostipite si presenta il level design, il jetpack propone anche uno sviluppo in verticale delle situazioni ma più in generale le tipologie degliKillzone scenari sono varie con aree più grandi rispetto al passato, che per quanto lineari danno la possibilità di trovare una soluzione diversa all’abbattimento del nemico; da segnalare c’è una maggiore distruttibilità degli ambienti soprattutto gli interni degli edifici. Le coperture sono ben posizionate incentivando l’avanzamento da postazione a postazione e a darci fastidio ci sarà un’intelligenza artificiale che si assesta su buoni livelli, a volte altalenante. L’IA nemica farà ricorso a molte granate per farci schiodare dalle nostre coperture e grazie alla diversa tipologia di nemici – sempre gli stessi come numero rispetto al passato eccetto un paio di nuove unità – gli accerchiamenti e gli scontri corpo a corpo saranno frequenti; ma non di rado vedremo nemici rimanere molto scoperti e poco reattivi.

Killzone 3Tecnicamente, come detto in precedenza, si è partiti da un motore grafico solidissimo, l’impatto grafico è davvero impressionante, ogni frame è uno spettacolo, la maggior parte delle texture sono davvero eccellenti, la cura per il dettaglio è maniacale e un notevole step in avanti è stato fatto per il particellare che seppur ottimo un paio di anni fa, adesso raggiunge vette qualitativamente superiori e il tutto con un frame rate stabilissimo che eccetto il caricamento in streaming tra una zona e un’altra del  livello non ha nessuna incertezza. Da segnalare c’è soltanto qualche animazione non al top e qualche compenetrazione dei nemici con oggetti dello scenario, ma per il resto Killzone 3 è sicuramente il miglior FPS dal punto di vista grafico raggiungendo per qualità anche Uncharted 2. Purtroppo la colonna sonora non stupisce anzi, rimane abbastanza anonima e apatica durante tutta la campagna eppure la musica di sottofondo nel menù principale faceva ben sperare, tutt’altra storia per quanto riguarda il sonoro sul campo di battaglia, siamo di fronte ad una diretta in prima fila. Altra caratteristica distintiva di Killzone è proprio la sensazione di star partecipando ad una vera guerra, esplosioni ovunque, vento, fumo, detriti, polvere, chi ha un sistema 5.1 può davvero apprezzare la spazialità dei suoni in toto.

 

KillzoneCominciamo con il dire che la modalità multigiocatore di Killzone 3 è sicuramente una delle migliori. La fase di beta aperta qualche settimana prima dell’uscita del gioco ha sicuramente giovato (bisogna infatti scaricare una patch all’avvio del gioco), i Guerrilla hanno presentato un codice stabile con un matchmaking rapido, poca latenza e poche incertezze mantenendo un dettaglio altresì elevato. Le modalità sono tre: “Guerrilla” è un classico team deathmatch 8 contro 8 il cui obiettivo è quello di raggiungere il numero di uccisioni necessario per aggiudicarsi la partita; c’è poi un’altra new entry ovvero “Operazioni” una modalità story driven in cui gli ISA devono attaccare e gli Helghast difendere una serie di obiettivi specifici per portarsi a casa il match e ognuno di essi è intervallato da brevi cut scene che avranno come protagonisti i migliori giocatori della partita. E infine la classica e caratteristica modalità di Killzone, la “Zona di Guerra”, due squadre  da 12 giocatori si affronteranno in una serie di obiettivi concatenati, la squadra che se ne aggiudicherà di più vincerà. Un importante cambiamento è stato fatto al sistema di sblocco delle abilità delle 5 classi presenti (Geniere, Cecchino, Spia, Medico, Tattico); mentre nel capostipite bisognava necessariamente giocare con una classe specifica per sbloccarne armi e abilità adesso accumulando esperienza e superando ogni grado si ricevono dei “punti sblocco”, così, decidiamo  noi cosa sbloccare per ogni classe. In particolare la modalità “Zona di Guerra” essendo una lunga battaglia che come minimo dura 15/20 minuti, si presta al cambio di classe (possibile ogni volta che si viene uccisi) per sfruttare le abilità specifiche a seconda dell’obiettivo da conquistare, ciò non toglie che si può benissimo scegliere di rimanere con la stessa classe tutta la partita. La medesima modalità è presente anche offline con il nome di “Botzone” ed è un ottimo modo per familiarizzare con le mappe per conoscerne tutti i punti ma anche per allenarsicon l’IA nemica configurabile nei quattro livelli di difficoltà disponibili. Il multiplayer supporta sempre la creazione dei clan e tornei, la gestione dei membri, la chat vocale; tutta la parte che riguarda le statistiche sulle classi o sul vostro clan piuttosto che sulla vostra esperienza o le mostrine guadagnate in battaglia saranno visionabili anche dal sito ufficiale del gioco, Killzone.com. E’ stata introdotta la campagna in coop offline, in split screen con lo schermo diviso in finestre asimmetriche per non far coincidere l’orizzonte visivo e creare confusione nei giocatori, ma per goderne appieno è bene avere uno schermo grande, su quelli piccoli si perde la profondità degli scenari oltre che campo visivo; peccato per la mancata possibilità di giocare la campagna con un amico anche online.

 

Killzone MoveDurante la nostra prova non è stato possibile testare il gioco su una TV 3D per cui non possiamo esprimerci in tal senso, ma Killzone 3 lo abbiamo provato con il Move essendo totalmente compatibile. Bisogna avere il controller Move e il pad ma per comodità al suo posto sarebbe bene avere il Navigation controller; anche qui ci sono una serie di parametri modificabili per settare al meglio la velocità del mirino, la reattività nello spostamento di visuale nonché due modalità di mira assistita entrambe disattivate di default nel caso si giocasse con il controller di movimento in multiplayer. La copertura è demandata al tasto Move, con il grilletto T si spara, la ricarica dell’arma si esegue sempre con quadrato oppure ruotando di 90° il Move, sicuramente più coinvolgenti i combattimenti corpo a corpo che si eseguono andando vicino il nemico e spingendo il controller in avanti. La primissima impressione giocandoci è che il Move èKillzone 3 estremamente preciso in fase di mira ma i problemi sorgono nello spostamento della visuale, difficile da controllare con precisione se non, forse, con molta ma molto pratica. Nelle sessioni lunghe le braccia s'irrigidiscono e per forza di cose il gameplay diventa ancor di più “hardcore” con il Move, per cui il pad rimane sempre la soluzione migliore, l'idea e la voglia comunque di provare l’esperienza di gioco in maniera diversa è l’unica vera attrattiva offerta dal Move.

 

 

 

Killzone 3 è sbarcato sul mercato , si è presentato più maturo, un prodotto rifinito ulteriormente che se dal punto di vista tecnico è intoccabile, posizionandosi nel club elitario dei migliori titoli graficamente parlando, rimangono delle criticità in termini di trama e anche di narrativa. Gli sforzi fatti in tal senso sono tangibili ma è ancora poco per spingere il brand al suo massimo splendore, nonostante alla base ci sia una civiltà, quella degli Helghast, potenzialmente molto interessante. Il multiplayer è assuefacente nella sua progressione, nella sua stabilità e diverte anche dopo ore e ore di gioco; il titolo non ha di certo deluso le aspettative ma un qualcosa di più in alcune sue parti era lecito aspettarsi.

 

 

9.2

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 27 Marzo 2011 10:17 )  

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