Pronti, partenza, via
A due mesi di distanza dall’inizio della nuova stagione motociclistica, torna SBK 2011, distribuito in Italia da Leader e sviluppato dalla italianissima Milestone, dedicato al mondiale Superbike. Sebbene questo campionato non abbia ancora raggiunto la nomea e l’importanza di una MotoGp, anno dopo anno sta conquistando nuovi fan, vuoi perché le gare sono quasi sempre combattute fra più piloti essendoci un marcato equilibrio di forze in pista e vuoi perché molti piloti importanti, con un certo carisma ed esperienza, compiono il passaggio dalla MotoGp alla Superbike. E’ il caso di Max Biaggi, già da qualche anno, è il caso dell’appena arrivato Melandri, di Carlos Checa e tanti altri. Tuttavia sia dalle classi minori che dalla Superbike emergono fuori talenti del calibro di Ben Spies che compiono il passaggio opposto; insomma, nonostante da molti venga snobbata, la Superbike ha conquistato è sta conquistando una folta schiera di appassionati.
Passiamo ora alla realtà virtuale dei fatti, dopo un’edizione 2009 un po’ sottotono, l’anno scorso uscì il buon SBK X: World Championship, che allargò il bacino d’utenza del prodotto inserendo anche la modalità Arcade. In questa edizione 2011 non ci verrà chiesto di impostare, all’avvio del gioco, Simulazione o Arcade, perché quest’ultima è stata integrata in modo uniforme all’interno dei primi livelli di Simulazione. Dopo la nostra prova effettuata su PlayStation 3, possiamo dire da subito che SBK 2011 rimane anche quest’anno e senza dubbio la migliore simulazione su due ruote presente su console. Il prodotto non è però esente da difetti.
Cosa c’è da fare?
Iniziamo dal menù, minimalista quanto semplice nella presentazione, oltre alle classiche modalità Gara Veloce, Weekend di Gara, Sfida a Tempo e Campionato che non hanno bisogno di nessuna descrizione, troviamo la più ben corposa Carriera in cui vivremo 8 anni della vita di un pilota, creato in prima fase da noi attraverso una serie di set predefiniti di volti, caschi e visiere, scegliendone lo stile di guida, ispirato a piloti leggendari che hanno fatto la storia di questo campionato, e inserendone i dati anagrafici con tanto di soprannome che verrà stampato sul retro della tuta. La progressione della Carriera è rimasta invariata dalla scora iterazione, partiremo dalla SuperStock 1000, firmando il contratto con una squadra che ci assegnerà un obiettivo minimo da raggiungere a fine campionato. Nostro compito sarà quello di piazzarci nella migliore posizione possibile in modo da guadagnare reputazione e scalare la cima per arrivare alla top class, quella della Superbike passando per la Supersport. Quella che è la new entry tra le modalità è la SBK Tour, attraverso 6 aree dovremo portare a compimento o a trionfo diversi eventi che vanno dall’arrivare primi in gara, mantenere una velocità costante per uno o più giri, al completare un giro di pista derapando o impennando per un certo lasso di tempo piuttosto che scendere sotto una velocità limite o attraverso alcuni checkpoint sparsi sulla pista. Al completamento delle prove corrisponderanno lo sblocco di caschi, piloti leggendari, immagini e momenti salienti dei piloti della superbike ripresi nei vari circuiti e anche al di fuori di essi che ospitano il mondiale. Questa modalità è un’ottima e divertente aggiunta, spezza il ritmo e la tensione di un campionato con alcuni eventi che si basano su due-tre giri al massimo; nella nostra prova abbiamo portato a trionfo i 50 eventi in circa 4 ore di gioco a livello di simulazione medio. Per ultimo ma non meno importante il Multiplayer Online che permette fino a un massimo di 16 giocatori di sfidarsi in Gare Veloci o mini campionati completamente personalizzabili oppure sfidarsi sui tempi su giro con i giocatori di tutto il mondo scaricando magari il ghost del migliore per capire dove migliorare per limare il nostro tempo. A causa del momentaneo problema al PlayStation Network non abbiamo avuto modo di testare l’online ma venendo, la serie, da due capitoli solidi in quel comparto, senza remora possiamo affermare che rimane lo stesso, dove tutto funzionava perfettamente.
A te la scelta!
Passiamo ora alle opzioni, che come in passato si presentano numerose potendo scegliere tra tre livelli di simulazione, Base – Medio – Completo, e quattro livelli di Intelligenza Artificiale, Principiante – Dilettante – Professionista – Reale, e altri settaggi come i danni sulla moto (ancora una volta solo meccanici e non estetici) danni al pilota, penalità in gara (non implementate a dovere vista la tolleranza nei confronti di netti tagli di pista), marce automatiche o manuali, usura delle gomme, la percentuale dei giri di pista da effettuare e la possibilità di scegliere quali sessioni fare nelle gare, quindi abbiamo Reale, le combinazioni
Qualifiche/Gare e Test /Gare o Solo Gare. Le opzioni all’interno delle prove rimangono anch’esse identiche, possiamo parlare con il nostro ingegnere per risolvere problemi di stabilità e velocità in curva o su rettilineo impostando automaticamente il miglior settaggio della moto e trovando così la migliore messa a punto, che costerà solo del tempo al turno di prove. Possiamo mettere mano noi stessi sui settaggi della moto, modificandone i parametri, lasciando spazio anche ai più esperti a cui piace trovare il giusto assetto. Per chi è amante dei tecnicismi e della perfezione può consultare e analizzare anche la telemetria dei giri effettuati; ci sono quindi tutti gli ingredienti per soddisfare tutti. Inoltre durante le corse, è ora possibile scattare le foto mediante l’apposita opzione richiamabile dal menù Start, la “Photo Mode” è molto scarna contenutisticamente, dà la sola possibilità di “zoommare” offrendoci un unico punto di vista (quello più televisivo) senza nessun filtro per dare vita a qualcosa di più originale. Inoltre possiamo pubblicare su Facebook i nostri risultati tramite la pressione del tasto L1.
Un bolide sottomano
Il gameplay si dimostra ancora divertente e credibile grazie ai tre diversi step di simulazione e al lavoro di cesello fatto sul già ottimo motore fisico dello scorso anno. Per i novizi, quelli che si apprestano per la prima volta al genere c’è il livello Base, dove si può accelerare e frenare al massimo e in totale sicurezza; per quelli che hanno già delle esperienze con i giochi di corsa il livello Medio deve essere quello di partenza, anche qui
le pressioni, su uno stile di guida preciso e certosino sono ben lontane. Anzi, a parer di scrive questo step intermedio di simulazione doveva essere meno generoso, qui la sola preoccupazione sarà quella di non esagerare con “la manetta” per non incorrere in classiche scivolate per la perdita del posteriore o nei più classici High Side. Si può comunque bilanciare con una IA a livello Professionista o anche Reale per i più smaliziati (questo è il mio suggerimento per chi ha dimestichezza con il genere e non vuole cimentarsi sin da subito con una fisica reale). IA che è stata per l’occasione migliorata, in particolare i piloti guidati dalla CPU non esiteranno ad entrare all’interno delle curve in caso di un nostro minimo errore di traiettoria, questo riferito ai due ultimi livelli di difficoltà. La simulazione completa è quella invece che metterà alla prova la nostra sensibilità, conoscere tutte le piste, i punti di corda e quelli di frenata sarà essenziale visto il salto repentino in termini di guidabilità della moto. Qui potremo sentire davvero i 220 Cv delle derivate di serie, la pulizia nella guida sarà indispensabile poiché ritardare la frenata pinzando troppo piuttosto che accelerare bruscamente ci porterà ad una inevitabile caduta. Da sistemare purtroppo c’è il sistema delle collisioni, assolutamente mediocre e poco credibile, molti degli scontri con le moto non hanno lo stesso esito che si avrebbe nella realtà e per giunta vanno a mettere in crisi anche le animazioni dei piloti avversari con vistosi scatti e moto incastonate fra loro. Note stonate all’interno di un gameplay robusto e profondo sono la mancanza di un effetto scia e la presenza di grip anche su cordoli e linee bianche bagnate. Gli appassionati della simulazione storceranno un po’ il naso.
L’interessante e concreta feature dell’Evolving Track presentata l’anno scorso si rivede anche in questo capitolo, vedere la gommatura che giro dopo giro è sempre più visibile lungo la traiettoria ideale è bella da vedere quanto efficace in termini di maggiore aderenza sull’asfalto. Anche qui però un miglioramento del sistema poteva esserci, velocità alla mano, non ci saranno differenze nel percorrere una linea pulita e gommata da una sporca e fuori traiettoria e in tal senso non sembra registrarsi nessun problema nel consumo delle gomme. Sarebbe stato bello e ancora più reale poter gestire le gomme da pioggia scegliendo le traiettorie bagnate mentre la pista si asciuga per evitare un “drop off” delle stesse, il coinvolgimento in pista sarebbe stato maggiore.
Pochi passi in avanti
Il lato tecnico rimane ancora il punto più debole della produzione, nonostante ci siano stati dei miglioramenti rispetto al precedente capitolo, questi non sono tali da restare al passo con i tempi, in riferimento agli ultimi racing-game, non solo su due ruote, usciti di recente. Assistiamo come in SBK X a due visioni contrastanti, quella in pista in cui il lavoro sul dettaglio è evidente. Le moto hanno un buon numero di poligoni, i modelli
dei piloti sono più autentici e le animazioni ancora più fluide ma non mancano delle sbavature, soprattutto nei piloti computerizzati che rimangono in alcuni movimenti ancora un po’ rigidi rispetto al nostro alter-ego. Il dettaglio dell’asfalto è davvero ricco mostrandone le imperfezioni e micro-detriti; l’opposto di quello che c’è quando l’occhio cade al di fuori della pista. Sia l’erba che la sabbia non sono ben definite, le strutture esterne hanno bassissime texture e si nota un leggerissimo pop up in particolare quando ai lati della pista ci sono gli alberi; il rendering generale rimane altresì apprezzabile. Il framerate è stabile sui 30 fotogrammi, solo in alcuni casi quando siamo in mezzo al gruppo nelle gare con pioggia si nota qualche calo; il sistema d’illuminazione fa il suo lavoro in modo discreto e ben curati sono i riflessi sia sulle carene delle moto e specie quando la pista è bagnata e si sta asciugando. Il campionamento dei motori è anch’esso buono, essendo stati registrati in pista in diverse momenti per catturare il reale rombo dei motori, mentre le gare possono essere accompagnate da una colonna sonora rock (anche se il consiglio è quello di disattivarla in gara).
SBK 2011 è il più classico dei “more of the same”, alle canoniche modalità di gioco introduce la SBK Tour che dà un minimo di varietà e spezza la progressione di un campionato piuttosto che una carriera, risultando divertente e mai frustrante. Peccato per il sistema di collisioni e un aspetto tecnico anacronistico, che rimane il tallone d’achille della produzione, chissà che non sia anche frutto di una scarsa concorrenza nell’ambito delle due ruote. Questa edizione 2011 rimane per tutti la prima scelta, la miglior simulazione su due ruote grazie ad un gameplay divertente e di spessore e a un’ottima fisica delle moto, con una buona scalabilità per andare incontro a tutti i gusti.
8.2







