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Sonic 4 The Hedgehog Episode 1: Il porcospino ritorna al 2D

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L’annuncio di Sonic The Hedgehog 4 Episode 1 è stato accolto positivamente dalla comunità ma ancor di più dai fan del porcospino blu che da anni attendevano una versione simile a quella 16-bit. E’ incredibile come negli anni, questo celebre brand che era diventato agli albori il più acerrimo antagonista dell’idraulico italiano, si sia perso man mano, correndo a vuoto e non ritrovando quasi più la strada. Sonic si è visto snaturato e in varie salse, in un mondo 3D, in una sorta di gioco di ruolo raggiungendo perlopiù la soglia della mediocrità. Il brand ha sicuramente raggiunto un profondo baratro ed è forse anche per questo che SEGA lo ripropone nella forma che lo portò al successo, con tutti i rischi e i crismi del caso.

imgSonic The Hedgehog 4, fruibile unicamente dalle piattaforme digitali (PSN, WiiWare, XBLA, Iphone), ritorna quindi alla classica impostazione a scorrimento laterale in due dimensioni; inutile dire che chi ha passato decine e decine di ore con i primi capitoli all’epoca del mega drive il solo sentire il gigle “SEGA” all’avvio del gioco è davvero un tuffo nel passato. Il gioco presenta 4 stage più uno bonus e quello relativo ai classici smeraldi. Il primo stage non poteva non essere Green Hill Zone – qui rinominata Splash Hill Zone – una delle più classiche ambientazioni della serie e al tempo stesso una delle più affascinanti per via dei declivi, delle pareti arancioni a scacchi, del paesaggio verdeggiante che rimane impresso nella mente una volta giocato e rigiocato nonché per essere l’atto iniziale del primo Sonic. Passiamo poi per Il Casinò ricco di colori, flipper, roulette, carte, dadi e grossi edifici a sfondo; il Labirinto con vicoli ciechi e il costante salire del livello dell’acqua che mette pressione per indurci all’errore e alla ricerca di bolle d’aria per sopravvivere all’apnea. Infine come ultimo stage c’è Mad Gear questo livello tecnologico con pistoni, bracci meccanici pronti a schiacciarci e gli immancabili robot guastafeste che infestano tutti gli stage.

imgIndubbiamente il solo rivivere certi livelli è un plus non indifferente per i fan della saga e lo stesso titolo rappresenta una trasparente “azione nostalgia” oltre che un omaggio o una risposta alla numerosi voci che chiedevano unanime un ritorno alle origini. Riportati alla luce vecchi e felici ricordi, analizziamo il gameplay di gioco che purtroppo non è tutto rose e fiori; l’impostazione di base è la consueta con le frecce/stick portiamo avanti il nostro porcospino blu che progressivamente prende velocità, con la X/O eseguiamo il salto; tenendo premuto in basso la freccia e premendo X si esegue la carica.
La prima cosa che si ravvisa è senz’altro la fisica che in questo remake è cambiata, è più macchinosa e lenta, mentre prima sembrava di scivolare un po’ finita l’inerzia adesso ci si ferma rapidamente e l’accelerazione dà un senso di pesantezza e goffaggine, traducendosi, in un maggior tempo di risposta nei cambi di direzione, come se gli sviluppatori avessero deciso di rallentare volutamente l’azione di gioco. Difatti il level design se da una parte è buono, ottimo nello sviluppo in verticale, nella sua totalità porta con sé qualche mancanza. Nella fattispecie in alcune fasi dei livelli la velocità viene bruscamente interrotta e a nostro modo di vedere con la fisica che è stata applicata certe sezioni platform, una su tutte quella del Casinò in cui saltare su delle carte che a tempo si ribaltano facendoti cadere nel vuoto, non sono coerenti con le dinamiche di gioco rendendo un po’ frustranti brevissime, per fortuna, sezioni. Unica novità introdotta è “l’homing attack” mutuato dagli episodi 3D delle serie. Questo previa doppia pressione del tasto del salto ci catapulta, nelle vicinanze e con un target visualizzabile a schermo, su un nemico o un elemento dello scenario. L’acrobazia automatica da un lato può velocizzare l’azione ma se non padroneggiata bene può portare a interromperla drasticamente; tuttavia rimane una scelta opzionale eccetto che in alcuni punti dove è necessaria per sorpassare dirupi o trappole, una scelta questa che è buona per metà. Tutto il resto è quello che conosciamo giri della morte a grande velocità, acceleratori, molle, robot da eliminare, anelli da raccogliere, percorsi alternativi, passaggi segreti e l’immancabile Dr. Eggman che ci aspetta alla fine dei tre livelli di ogni stage. Gli stessi Boss Fight sono discreti, niente di sbalorditivo o memorabile, con alcuni respingenti all’interno dello scenario che complicano la vita. Portando a termine i livelli con 50 anelli o più si potrà poi accedere allo stage bonus e raccogliere i Chaos Emerald, l’acquisizione dei 7 smeraldi darà la possibilità di giocare con Super Sonic che avrà una velocità e un salto maggiore e sbloccare un filmato alternativo. L’online è presente solo per ciò che concerne i punteggi dei singoli atti e non c’è nessuna modalità cooperativa, sperando che con il prossimo episodio aggiungano qualcosa in tal senso, magari con Tails o Knuckles.

imgLa trasposizione degli stessi ambienti in HD è fatta bene, c’è in generale un buon senso di profondità con il modello poligonale di Sonic che balza da una parte all’altra dello schermo e rimane l’effetto scia rosso e blu quando Sonic corre ad alte velocità; ben realizzate anche le animazioni. La colonna sonora è discreta, alcuni temi sono ripresi dai primi capitoli altri sono invece inediti, da questo punto di vista si poteva fare meglio considerando che è sempre stata una dei punti cardine della produzione. L’effettistica è sempre la stessa e coinvolge salti, il “ding” degli anelli, l’accelerazione, i motivetti dei power-up piuttosto che il taglio del traguardo; per i nostalgici sarà un dolce udire.

 

Ritrovarci di fronte al buon vecchio Sonic ci ha fatto piacere e altrettanto farà agli appassionati che si rigiocheranno i livelli più e più volte per prendere tutti gli anelli e migliorare i propri punteggi e raccogliere tutti gli smeraldi, per tutti gli altri rappresenta un buon prodotto ma non il primo da inserire nel carrello della spesa. In primis c’è da valutare il prezzo, 12,99€, per un gioco che finendolo senza voltarsi indietro durerà dalle 2 alle 3 ore; la longevità è sicuramente il suo più grande difetto. Se però si è affascinati dal carismatico porcospino blu o si è in cerca di un platform, un tentativo può essere fatto, l’esperienza di gioco è più che gradevole e rimane ancora originale e unico nel suo genere. Questo è il primo episodio, in attesa del secondo previsto per il primo trimestre del 2011, speriamo che alcune criticità possano essere quindi risolte perché in seguito il fattore nostalgia sarà mitigato.

 

7.5

Ultimo aggiornamento ( Domenica 27 Marzo 2011 11:18 )  

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